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Pro loco Latiano

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Cenni storici

Latiano-StemmaSia l’antica esistenza del paese che l’etimologia del nome sono molto incerti; Latiano, secondo alcuni storici, deriva dal latino latex, sorgente, più il suffisso ianum, unione, ovvero Latianum unione di so rgenti. La fondazione del paese risale al secolo XI con il regno di Boemondo, principe di Taranto; nel 1194 è la volta del dominio normanno al quale, successe, dapprima, quello svevo e poi, nel 1266, quello angioino; nel 1416 ebbe inizio il dominio aragonese. In seguito, il feudo di Latiano divenne Baronia nelle mani della famiglia Francone, una delle più notabili dell’epoca; lo mantenne fino al 1611, anno in cui passò nelle mani di De Santis, che in seguito, 1641, lo vendette a Carlo Imperiali, Marchese di Oria e Francavilla. Si concluse così, la Baronia di questo paese e con Domenico Imperiali, nipote di Carlo, cominciò il Marchesato. Questi anni vanno ricordati, soprattutto, per la figura dei Marchesi Imperiali, uomini di cultura che diedero a Latiano una nuova immagine con importanti costruzioni e con il restauro di quelle già esistenti, come il Castello e la Chiesa Matrice. Nel 1806, grazie a Napoleone, la feudalità fu soppressa; il Marchesato divenne libero Comune con a capo un Sindaco con nomina regia. Per circa trent’anni, il paese seguì le vicende del regno di Napoli, senza risparmiarsi il fenomeno del brigantaggio, che portò, in tutte le parti del regno, disordine generale tanta paura tra la gente e gravi danni economici. Per porre fine a questa situazione, anche a Latiano prese piede la Carboneria, che vide un’attiva partecipazione di uomini illustri come Piacentino D’Electis, Vincenzo De Nitto e Virginio De Virgiliis. Chi fra tutti si distinse, partecipando attivamente ai moti del ’48, fu Ernesto Ribezzi, che salvò la vita al generale Gabriele Pepe durante una sommossa popolare a Napoli. Con l’unificazione d’Italia, cominciò una nuova era per il paese; alla miseria e alla precarietà dello stile di vita subentrò uno stato di agiatezza, che portò verso la creazione di piccole industrie e di conseguenza verso un fervido e fruttuoso lavoro; ad incentivare tutto ciò, ci fu la costruzione della rete ferroviaria Taranto-Brindisi, inaugurata nel 1866. Sugli avvenimenti accaduti tra la fine del secolo e la prima guerra mondiale, poche sono le notizie a causa di un incendio appiccato nel maggio 1917 all’archivio storico del Municipio; questo, fu solo uno dei tanti episodi incresciosi cui portò la prima guerra mondiale. Tanti furono i cittadini latianesi che persero la vita in guerra; i loro nomi sono incisi su lapidi, poste inizialmente sulla facciata del Palazzo Imperiali , poi trasferite nella piazza dedicata ai Caduti in guerra. In seguito alla caduta del Fascismo, mentre, in quasi tutti i centri abitati d’Italia si verificarono episodi di rivolta, il popolo latianese in quest'occasione dimostrò di avere saggezza, alto senso di civiltà e una certa maturità politica, qualità che ancora oggi fanno parte di Latiano.

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