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Torre del Solise

ts1.resizedLa costruzione di questa struttura si fa risalire al 1528, data presente sulla cornice della finestra sinistra della parte est del fabbricato ma dovette essere eretta molti anni prima perché, molto probabilmente, tale data indica solo l’anno di restauro. Alcuni studiosi sostengono invece che il numero “2” della data 1528 sia stato confuso con il numero “9” e che quindi la Torre sia stata riedificata nel 1598 e che venne costruita da Paolo Francone come sua casa di abitazione prima di divenire feudatario di Latiano nel 1600. Dopo diversi proprietari la Torre passò a Gaspare De Nitto e in seguito ai suoi nipoti che la divisero in due parti, la torre vera e propria poi fu rivenduta nella metà del 900 alla famiglia Nacci che a causa dello stato pericolante dell'edificio, iniziò, nel 1979, l’abbattimento dello stabile per destinare l’area ad edificazione. L’abbattimento fu bloccato con decreto della Soprintendenza del 21. 6. 79. e solo nel 2003 è stata acquistata dal comune.

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La Terra risorta e le porte del cielo

 

terrsantAutore: Carmelo Conte

Dimensioni: Bronzo, acciaio, pietra, cemento

Materiale: mt 11x8

 

Storia

L’Amministrazione Comunale con sindaco Salvatore D’Ippolito l’8 agosto 1996 commissionò all’artista un’opera scultorea a soggetto libero da collocare nel paese di Latiano senza un’ubicazione precisa. Lo scultore è stato due anni a pensare quale dovesse essere il soggetto e dove ubicare l’opera, così nel 1998 presentò i primi bozzetti e successivamente quello definitivo. L’opera è stata completata e consegnata nell’ottobre 2002 e il 31 ottobre del 2004 è stata inaugurata dall’attuale sindaco Edmondo Caniglia.

 

Significato e descrizione

L’imponente opera scultorea rappresenta la prima stazione della VIA LUCIS (Via della Luce) dove Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Salomè si recano al sepolcro per portare gli aromi per imbalsamare Gesù, ma giunte sulla soglia trovano un angelo che indica alla Madonna che Gesù è risorto. La statua della Madonna raffigurata con le sue spine, i suoi chiodi e la croce nel petto vuole rappresentare la madre dell’ umanità sofferente. Il sepolcro costituito dal globo terrestre contenente la pietra sepolcrale che emana la luce la quale attraversa meridiane e parallele vuole essere un messaggio di speranza per gli esseri umani insito nella resurrezione di Cristo. L’opera è posta nel piazzale antistante il cimitero quasi a sostituire l’entrata principale perché vuole essere un pensiero per i defunti. L’artista nato a Latiano rivolge il suo messaggio di speranza soprattutto alla popolazione latianese infatti la realizzazione di questa ambiziosa opera costituisce una sorta di sdebitamento verso il suo paese che l’ho ha fatto nascere scultore e da cui trova il significato più intimo dello sviluppo estetico della sua arte. Lo scultore ricerca la sua arte non solo nella sua terra ma anche in Cristo e lo si può notare dal fatto che molte delle sue opere sono rivolte al ‘sacro’.

Monumento a Bartolo Longo

 bartlonAutore: Giacomo Erriquenz

Dimensioni: mt 5 di altezza

Materiale: Bronzo

Storia

L’associazione Bartolo Longo istituita a Latiano nel maggio del 1964 con scopo di promuovere onoranze al ‘servo di Dio’ , presieduta dal dott. Angelo Ribezzi nel giugno dello stesso anno decise di erigere un monumento, in onore del suo amato concittadino (allora non ancora Beato), nella piazza intitolata al suo nome. Il direttivo dell’associazione affidò l’esecuzione del monumento allo scultore che fino ad opera compiuta desiderava essere ignorato dalla stampa.

L’opera fu inaugurata il 9 novembre del 1968.

Significato e descrizione

Il primo bozzetto dell’opera presentato dall’artista prevedeva la statua in bronzo, che raffigurava Bartolo Longo, come se si stesse inginocchiando per iniziare a pregare; in questo modo l’artista voleva esprimere la sua convinzione di Cristiano esprimendo la sua arte in linea sia con la scuola scultorea della Grecia antica sia con quella italiana. Un blocco di pietra aderente al monolita, doveva tenere in rilievo una corona del Rosario. Sul Lato sinistro del monumento doveva essere incisa una dedica in latino e sulle altre facce i nomi degli offerenti per l’erezione dell’opera. Ma oggi l’opera raffigura Bartolo Longo in pedi che abbraccia due fanciulli, per testimoniare come lui attraverso la sua fede ha dedicato la sua vita agli orfani, ai figli dei carcerati e ai bambini più disadattati. La statua è poggiata su un abaco di marmo rosso che a sua volta posa su un blocco di pietra calcarea a base quadrangolare alto m 3e largo mt 1. Sulla base di questo monumento sono incise la parte iniziale e finale della supplica alla Vergine. Al lato sinistro presenta tre blocchi di pietra vesuviana nera che sostengono sul taglio frontale i pannelli a rilievo dei quindici misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi.

 

Convento dei Domenicani

La struttura presenta pochissime caratteristiche cinquecentesche con numerosi rifacimenti. La facciata si presenta con due portoni d’ingresso: quello originario ad arco a tutto sesto che si appoggia su due paraste è arricchito da rosette scultoree e da una chiave di volta, il secondo portone è stato aperto successivamente.

In asse sui due portoni due finestre ben ornate arricchiscono la facciata, quella in asse col portone originale mostra un balconcino con colonnine seicentesche che poggiano su un motivo decorativo a volute. L’interno presenta delle volte a botte e a crociera . La costruzione è stata destinata nel tempo a sede del Municipio, a scuola elementare, teatro, cinematografo e affidata a diverse associazioni culturali.convento dei Domenicani2

Monumento ai Caduti in guerra

 

Autore: Luigi Guacci

Dimensioni: mt 5x2, 19x2,19 ca

Materiale: marmo e bronzo,fusa a Napoli (fonderia Laganà)cadut

Storia

L'opera venne eretta sotto la direzione del Cav. Ercole D' Ippolito, podestà o sindaco della città di Latiano nel 1925. Nel febbraio dello stesso anno il Consiglio Comunale si riunì per stabilire le spese relative al Monumento. Dopo una serie di modifiche si decise che il pagamento totale dell'opera sarebbe ammontato a 30.000 £, suddiviso in rate. Il 13 luglio 1926 giorno in cui l'autore ricevette il pagamento dell' ultima rata risale la nascita della statua. L'eventuale contratto è assente come il bozzetto o il progetto del monumento e anche "la fotografia del gesso del fante" che lo scultore inviò al sindaco è andata perduta. La statua fu inaugurata l'11 novembre 1928.

Significato e descrizione

Al di sopra del supporto marmoreo, seguito dal basamento bronzeo, si erige la statua del fante. Quest'ultimo porta il moschetto all'altezza della testa col calcio della stessa arma rivolto alle proprie spalle, ha la gamba sinistra piegata e il capo rivolto verso il lato sinistro ,è sporto in avanti come se stesse per scagliare la baionetta,la quale a sua volta si presenta spezzata sulle canne del moschetto del fante. Al fante segue la stella marmorea e nella parte bassa del monumento è fisso lo stemma in bronzo della città di Latiano: uno scudo coronato con all'interno una testa di toro, tre stelle e fiancheggiato da drappi e da foglie e ghiande di quercia,che stanno probabilmente per augurare alla città di Latiano, forza, resistenza, perseveranza, lealtà, virtù eroica di cui la stessa quercia è simbolo. Sul retro del monumento è scolpita nel marmo la forma della lama di una scure. Ai lati del basamento marmoreo ci sono due iscrizioni con cui si celebrano i caduti in guerra. Lo stemma, la stella ,le iscrizioni e il Fascio Littorio,originariamente, furono realizzati con dorature d'oro zecchino dallo stesso autore nel 1926 ma in seguito allo smembramento dei metalli delle opere pubbliche per scopi bellici,voluto dal Governo,oggi rimangono rispettivamente una semplice stella marmorea, le sole incisioni delle iscrizioni e l' incavatura della sola scure senza le venghe anch'esse facenti parte del vero e proprio Fascio Littorio.

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