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Pro loco Latiano

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Chiesa della Madonna della Greca

gr1La chiesetta intitolata alla Madonna della Greca sorge lungo viale Cotrino, all’altezza dell’incrocio viario che conduce a Oria e Francavilla Fontana, in una zona del paese in via d’espansione urbanistica. Non è possibile determinare con esattezza la data di edificazione, ma la costruzione, molto antica, risale probabilmente al secolo XVI. La dedicazione alla Vergine della Greca deriva da un affresco che decorava l’interno della chiesa; tale culto ha origine, probabilmente, nel momento in cui si trovarono in conflitto i riti religiosi greci e latini. Nel 1896 fu restaurata grazie all’interessamento di Bartolo Longo; successivamente subì un restauro generale nel 1896 e un ampliamento nel 1968. La chiesa risulta aggregata alla struttura dell’Istituto C. Scazzeri, che ospitava una casa di riposo per anziani, riecheggiandone lo stile. La facciata, semplice ed essenziale, è a capanna, sormontata da una croce acroteria, lateralmente è delineata da due paraste angolari bugnate, realizzate in pietra leccese, che culminano in decorazioni a pigna; il portale d’ingresso è inscritto in una cornice, così come l’unica finestra che lo sovrasta. Sempre all’esterno, una lapide in marmo sulla quale è incisa un’iscrizione: QUESTA ANTICA CAPPELLA / INTITOLATA ALLA MADONNA DELLA GRECA / IL COMM. BARTOLO LONGO / A PROPRIE SPESE RESTAURAIA / MDCCCXCVI. Il campanile, di modesta altezza e di stile arabeggiante, è sormontato da una cupola a schiena d’asino. L’edificio presenta un’unica navata, la parte più antica è quella anteriore,gr2 successivamente venne ampliata mantenendo la stessa tipologia costruttoria e stilistica, tanto da creare un complesso armonicamente realizzato, che non evidenzia le due fasi di edificazione. Le volte sono a crociera costituite da archi a tutto sesto. E’ conservato, in discrete condizioni, un dipinto ad olio, Madonna con Bambino tra S. Apollinare e S. Onofrio, risalente al secolo XIX, del quale non si conosce tuttavia l’autore. Si tratta certamente di un Ex voto, come è possibile rilevare dall’iscrizione posta in basso al centro del dipinto, “Per devozione dei devoti A. D. 1847”. E’ probabile che il dipinto trovi un chiaro riferimento in un affresco già esistente nella chiesa, che oggi è andato quasi completamente perduto, se ne conserva solo un frammento presso la Famiglia Parabita. Il dipinto pur essendo di fattura poco raffinata, ha una certa rilevanza dal punto di vista iconografico. La figura della Madonna con in braccio il Bambino campeggia in alto al centro, contornata da nubi e da quattro angeli, due dei quali sono raffiguranti in preghiera, mentre gli altri due un serto di fiori e una corona regale. Il Bambino siede su di un cuscino in atto benedicente, tenendo in mano il globo terracqueo. Al di sotto di questa rappresentazione sono raffigurati a destra, S. Onofrio con una lunga barba, coperto solo da un serto di foglie e con le braccia conserte, nella mano sinistra tiene la Corona del Santo Rosario e, a sinistra, S. Apollonia con in mano una palma, simbolo del martirio e della glorificazione. L’affresco della Madonna della Greca, invece, è databile tra i secoli XV e XVI, non se ne conosce l’autore. L’impostazione è quella classica piramidale con la Madonna che tiene in braccio il Bambino. Maria è una figura maestosa e dolce allo stesso tempo, Gesù Bambino, in atteggiamento benedicente, tiene nella mano sinistra il globo terrestre sormontato da una croce, che è allegoria del dominio del Cristianesimo. Nella parte inferiore compare un viso, che probabilmente è ciò che resta dell’immagine del committente.

 

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