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Castello

cs6Il castello prende il nome dalla famiglia dei marchesi Imperiali, signori di Oria e Francavilla Fontana, che risiedettero in Latiano dalla metà del 1600. La maestosa ed imponente struttura domina il centro storico del paese e si fa risalire all’età medievale, al XII secolo. La storia del palazzo è scandita da più fasi, legate alle vicende storiche che hanno interessato il paese. Fonti storico-letterarie tramandano all’impianto più antico, riferibile al XII secolo, segue un ampliamento, con la costruzione di una struttura fortificata, nel XIV – XV secolo. La struttura si evolve sino a divenire residenza feudale; nel 1500 Il feudo di Latiano diviene proprietà della famiglia Francone e diviene “Baronia”, a questi anni è riconducibile l’evoluzione della struttura fortificata in residenza feudale. Risale a questa fase la costruzione delle torri angolari, visibili lungo la facciata retrostante del palazzo. Il feudo di Latiano, nella prima metà del 1600, dalla famiglia dei baroni Francone passa per breve tempo alla famiglia De Santis. A partire dalla metà del 1600, il feudo entra a far parte dei beni di proprietà della famiglia dei Marchesi Imperiali. A questa fase risale l’ampliamento ed il rinnovamento della struttura che diviene un vero e proprio palazzo signorile. Assume le caratteristiche stilistico-strutturali proprie di una residenza signorile, così come oggi è possibile ammirare. I marchesi che risiedettero nel palazzo, Giambattista (1654) ed il nipote Gianluca Imperiali (1709) attribuirono splendore al palazzo. Esso è impostato su una pianta di forma quadrata, con cortile centrale e si struttura su due piani, in origine tre. La liscia facciata, imponente ma sobria, è scandita da due ordini di finestre che delineano l’impianto interno ed al centro, ad interrompere la sobrietà dello schema, il portale d’ingresso si inserisce all’interno di una struttura aggettante, impreziosita da paraste in bugnato e sormontata da una balconata con colonnine barocche. Per l’intera lunghezza della balconata si apre un arco di rafforzamento, che custodisce un’iscrizione latina, in cui si riprendono alcuni versi tratti da poemi virgiliani. L’impianto interno si struttura in un pianterreno, con ambienti deputati a magazzini e depositi ed un primo piano, o piano nobile, con le sale che ospitavano la Famiglia e gli alloggi per i dipendenti. Le sale custodiscono le testimonianze degli Imperiali: lo stemma della famiglia raffigurante l’aquila imperiale, una preziosa collezione di quadri, che l’ultimo dei marchesi che risiedette nel palazzo, lasciò in dono al paese. Le tele, del XVI-XVII secolo, opera di pregevoli artisti, tra cui G. Papageorgius e G. Cennatiempo, facevano parte di una ingente raccolta di 200-300 quadri, di cui attualmente se ne conservano 15. La famiglia Imperiali ha posseduto il palazzo sino al 1909, anno in cui entra a far parte dei beni di proprietà comunale. Fu sede municipale sino al 1996, anno in cui si è dato avvio ad un progetto di restauro conservativo, che ha interessato l’intera struttura, conclusosi nella prima metà dell’anno 2004.