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Progetto 2011

 

SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN

SERVIZIO CIVILE IN ITALIA

 

 

 

ENTE

 

 

  1. Ente proponente il progetto:

 

UNPLI NAZIONALE

 

 

 

NZ01922

 

 

 

  1. Codice di accreditamento:

 

 

 

1^

 

NAZIONALE

 

 

 

  1. Albo e classe di iscrizione:

 

 

 

 

CARATTERISTICHE PROGETTO

 

 

  1. Titolo del progetto:

 

I SITI ARCHEOLOGICI DELLA VALLE D’ITRIA

 

 

  1. Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):

 

 

SETTORE PATRIMONIO ARTISTICO E CULTURALE

 

D/03 – VALORIZZAZIONE STORIE E CULTURE LOCALI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Obiettivi del progetto:

 

Premessa

 

L’UNPLI è un organismo associativo che raccoglie e coordina le Associazioni Pro Loco su tutto il territorio nazionale. I nostri soci sono tutti volontari, gente comune dalle professioni più diverse, che sceglie di offrire parte del suo tempo e delle sue energie (anche professionali) al lavoro dell’Unione e delle pro loco.

Il Servizio civile volontario è stata una scelta forte e totalmente condivisa ed esso si è inserito nella nostra struttura organizzativa in modo dirompente e positivo tant’è che lo slogan “Il Servizio Civile una scelta che ti i cambia la vita” è stato adeguato con “ Il Servizio Civile, una scelta che cambia la vita tua e dell’Ente”.

Esso ha permesso a tante piccole realtà (molte Pro Loco agiscono in terrori minuscoli e spesso disagiati) di misurarsi in ambito nazionale offrendo una concreta possibilità di svilupparsi e, soprattutto, di farlo all’interno di una progettazione che favorisce la cittadinanza attiva offrendo, in sintesi, la possibilità di crescere e di essere più efficaci sul territorio nella promozione dei valori dell’appartenenza, della solidarietà sociale, della cultura e delle tradizioni delle nostre popolazioni.

 

Il presente progetto riguarda, come detto, il settore Patrimonio Artistico e Culturale , specialmente la valorizzazione di storie e culture locali e tale finalizzazione di converso, richiede una esplicitazione della definizione di “Patrimonio Culturale”.

In campo internazionale bisogna aspettare il 1954, durante la Convenzione dell’Aja sulla protezione dei beni culturali in caso di guerra, per vedere il termine “patrimonio culturale” sostituire quello di “cose di interesse storico, artistico, archeologico e le bellezze ambientali” indicato nell’art.1 della legge 1089 del 1° giugno del 1939 “Tutela delle cose di interesse artistico e storico”.

In Italia bisogna attendere altri 13 anni per vedere questa dizione per la prima volta in un atto ufficiale. Nel 1967, si conclusero, dopo tre anni, i lavori della “Commissione d’indagine per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, archeologico e del paesaggio” meglio nota come “Commissione Franceschini”, nel documento conclusivo fu proposto per la prima volta la definizione di "patrimonio culturale" e quindi in definitiva di “bene culturale”

 

Patrimonio culturale

 

Appartengono al patrimonio culturale della Nazione tutti i beni aventi come riferimento alla storia della civiltà. Sono assoggettati alla legge i Beni di interesse archeologico, storico, artistico, ambientale e paesistico, archivistico e librario ed ogni altro bene che costituisca testimonianza materiale avente valore di civiltà”

 

Per prima cosa va precisato che esistono due tipologie di patrimonio culturale e cioè quello materiale e quello immateriale .

Il primo viene generalmente riferito a quanto riportato dal Dlgs 42/2004 recante il “codice dei beni culturali e del paesaggio”

 

 

Articolo 2 Patrimonio culturale

 

1. Il patrimonio culturale è costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici.

2. Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà.

3. Sono beni paesaggistici gli immobili e le aree indicati all’articolo 134, costituenti espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio, e gli altri beni individuati dalla legge o in base alla legge.

4. I beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica sono destinati alla fruizione della collettività, compatibilmente con le esigenze di uso istituzionale e sempre che non vi ostino ragioni di tutela.



Il secondo, anche grazie alla Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale  Immateriale, approvata dall’UNESCO il 17 ottobre 2003 (e definito  Intangible Cultural Heritage) le eredità immateriali sono “l’insieme delle pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui, riconoscono come parte del loro patrimonio culturale”

Lo stesso Ministero per i Beni e le attività culturali riporta la seguente….

Definizione di patrimonio culturale immateriale

La Convenzione  Internazionale per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale prevede ampie categorie di beni all’interno delle quali individuare singoli beni culturali inerenti a questo Patrimonio culturale, che siano nello stesso tempo sia tradizionali sia viventi: le tradizioni orali, le lingue, le arti performative, le pratiche sociali e rituali, le conoscenze e le pratiche che riguardano la natura e l’universo, le conoscenze e le abilità artigiane e gli spazi ad essi associati, che le comunità, i gruppi e anche gli individui riconoscono come parte del loro Patrimonio culturale.  Nella sua articolazione, il Patrimonio Culturale Immateriale da salvaguardare si caratterizza per:

  • essere trasmesso da generazione in generazione;

  • costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi in stretta correlazione con l’ambiente circostante e con la sua storia;

  • permette alle comunità, ai gruppi nonchè alle singole persone di elaborare dinamicamente il senso di appartenenza sociale e culturale;

  • promuove il rispetto per le diversità culturali e per la creatività umana;

  • diffonde l’osservanza del rispetto dei diritti umani e della sostenibilità dello sviluppo di ciascun paese.

 

Obiettivo progettuale

 

L’obiettivo fondamentale del progetto “I Siti Archeologici della Valle D’Itria” è il potenziamento dell’azione di sensibilizzazione all’impegno culturale sui territori sia da parte degli enti che da parte dei residenti e dei giovani in particolare. Infatti, il progetto è un vero e proprio “contenitore” le cui caratteristiche sono rappresentate dalle risorse da potenziare e da rendere fruibili a tutti, beni da conoscere, catalogare e promuovere.

Il potenziamento delle qualità positive, insite nella cultura del territorio e nelle risorse che lo rappresentano, consente di consolidare nella gente il senso di appartenenza, condizione indispensabile per l’affermazione della cittadinanza attiva, unica vera risorsa per la realizzazione di un progetto a lunga durata e credibile delle piccole realtà locali.

A partire dalla riscoperta della cittadinanza attiva è possibile promuovere nuove sensibilità educative e formative, far crescere la rete sociale (attivandone risorse e potenzialità), migliorare le forme di comunicazione e la comunicazione stessa nel territorio, favorire la crescita e la strutturazione di luoghi di aggregazione per giovani e meno giovani.

 

In particolare, attraverso questo progetto, soprattutto con l’ impiego dei volontari servizio civile, sarà possibile accrescere la coscienza della potenzialità del territorio e raggiungere un livello più alto di conoscenza dello stesso e dei beni culturali (sia materiali che immateriali) da parte della popolazione, ma soprattutto da parte dei giovani, attraverso strumenti che rendano visibili e fruibili i beni del territorio.

 

Il progetto intende sviluppare, seguendo le tracce delle diverse dominazioni che si sono susseguite nel corso dei secoli, nei luoghi della Provincia dove esistono ricche e significative testimonianze, la conoscenza dei diversi centri dove il fascino della storia e della cultura lasciata dai diversi popoli, ha sviluppato tradizioni millenarie nell’arte, nella cultura, nell’artigianato e negli usi e costumi delle popolazioni locali.

Il tutto al servizio delle nuove generazioni che attraverso la conoscenza della storia riusciranno a riconoscersi in una identità culturale ben definita e quindi a promuovere attraverso l’arte la cultura e le tradizioni, le località coinvolte nel progetto e con esse l’intera provincia.

Detto obiettivo potrà essere raggiunto grazie alla cooperazione con le realtà associative e istituzionali presenti sul territorio, al contributo dei Partner individuati e soprattutto, grazie all’apporto dei volontari servizio civile.

Le Pro Loco afferenti al presente progetto svolgeranno azioni specifiche coordinate dalla sede capofila, la Pro Loco di Valva, sede della Presidenza Provinciale UNPLI Brindisi, unica interlocutrice presso i referenti istituzionali che dispongono dei mezzi economici e che possono definire le politiche territoriali dell’area interessata e sostenere anche la proposta in atto.

 

Ovviamente in dodici mesi di attività non sarà possibile raggiungere il 100% di potenzialità e risolvere le problematiche esistenti, come non sarà possibile che in un anno tutti i residenti acquistino coscienza delle potenzialità di sviluppo culturale del proprio territorio e meno ancora che si riesca a catalogare tutte le bellezze storiche, artistiche ed ambientali presenti. Ciò non solo per il breve tempo a disposizione , ma anche per alcune difficoltà, vincoli dei quali bisogna tener conto, quali:

 

difficoltà

 

Per la realizzazione del progetto è indispensabile la condivisione e la collaborazione da parte degli istituti religiosi, dei privati, dei gestori e proprietari (anche pubblici) oggetto dell’intervento progettuale s, nonché la disponibilità di spazi consoni per l’allestimento di mostre, incontri, convegni etc. Ecco perché il progetto prevede intese specifiche che, direttamente o indirettamente contribuiscano al raggiungimento del nostro obiettivo.

Un ulteriore vincolo di cui bisogna tener conto è rappresentato dai passaggi burocratici ai quali prima o poi i volontari dovranno sottostare per l’ottenimento di notizie utili al loro lavoro. Il ritardo che si potrebbe accumulare in questi casi mette in crisi la buona riuscita del progetto. Sarà quindi in questo caso necessario anticipare al massimo i tempi di richieste di autorizzazione presso gli organismi pubblici, ovviamente quegli organismi con i quali non si ha un accordo di partenariato e ciò potrà avvenire soltanto se la pianificazione delle azioni sarà rispettata al meglio.

Altra difficoltà è superare la diffidenza dei proprietari privati attivando azioni di comunicazione e stabilendo rapporti relazionali di fiducia e motivazione.

I vincoli costituiscono un ostacolo alla attività programmate, e , anche se non è possibile quantizzarli in termini numerici, il loro effetto negativo sul risultato finale del progetto, potrebbe influire significativamente sulle previsioni prefisse dagli obiettivi specifici individuati.

Sta di fatto che l’obiettivo del presente progetto nella migliore delle ipotesi prevede un miglioramento della situazione di partenza di circa il 4-5%, rispetto agli indicatori che sono stati presi come riferimenti oggettivi

 

 

Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo:

 

 

8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi

 

Il progetto “ vuole cercare di uniformare l’intervento di tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici locali, attraverso il veicolo di un percorso già affermato costituito da quello dei pellegrinaggi ancora in atto. Questa strategia sarà aiuterà quei beni che sono a rischio di abbandono, degrado o chiusura a causa di mancanza di personale, come lo sono molti beni sia religiosi e sia architettonici laici,

L’azione di conoscenza, tutela e valorizzazione sarà possibile grazie all’utilizzazione delle risorse umane, strumentali ed economiche che saranno messe a disposizione dalle Pro Loco e dall'UNPLI nelle sue varie articolazioni (Nazionale, Regionale, Provinciale e d’area), agli Enti Partner del progetto e grazie soprattutto alle risorse umane costituite dai volontari delle associazioni e quelli del servizio civile, che in tal modo contribuiranno alla difesa del patrimonio storico, artistico, archeologico, etnoantropologico e paesaggistico, che costituisce uno degli elementi fondanti dell’identità nazionale.

Il progetto intende realizzare azioni che favoriscano il raggiungimento dell’obiettivo indicato al box 7: favorire la conoscenza e la presa di coscienza dei residenti sulle risorse presenti sul proprio territorio, sul loro valore storico –artistico e, conseguentemente, sulle potenzialità economiche che questi rappresentano.

Il progetto si basa sull’attuazione di tre direttrici operative:

    1. lavoro di catalogazione dei beni materiali;

    2. l’erogazione di offerte informative e formative sui beni presenti sul territorio;

    3. attività di promozione culturale.

Sulla scorta delle tre direttrici sopra citate, è stato individuato l’obiettivo primario così espresso:

 

Conoscenza e consapevolezza del patrimonio culturale da parte dei residenti

 

Le azioni e le conseguenti attività connesse agli interventi di cui sopra si svolgeranno in contemporanea , prevalentemente presso le sedi delle Pro Loco ed in parte presso le sedi dei Partner individuati.

Tutte le attività previste dal seguente progetto saranno condotte nel rispetto della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, così come modificato ed integrato dal decreto legislativo 3 agosto 2009, n.106 e di quella relativa al settore cultura.

 

I contenuti

Da uno studio condotto dall’UNPLI presso i piccoli comuni italiani, è emerso che, purtroppo, le scuole pur avendo grandi potenzialità, mezzi e personale didattico qualificato, stiano perdendo una grande opportunità educativa, quella di far conoscere ai giovani le bellezze del proprio territorio e le loro potenzialità, il loro valore artistico-storico-culturale.

 

Il seguente piano di attuazione vorrebbe sopperire a questa lacuna con interventi mirati, presso le scuole e al di fuori di esse, per recuperare la “cultura” della conoscenza del proprio territorio.

Il seguente piano di attività si muoverà nel rispetto del recupero di conoscenze, attraverso il coinvolgimento di esperti di storia locale e di beni culturali, sia interni che esterni alle pro loco, muovendosi sulle seguenti tre direttrici:

  • Creazione di laboratori Didattici – Educativi da rivolgere alle scuole e ai cittadini mediante momenti all’interno di manifestazioni e eventi;

  • Arricchimento dei siti internet delle Pro Loco e del Comitato provinciale UNPLI per promuovere attività e ricerche; produzione materiale infromativo

  • Realizzazione di convegni e incontri tematici, anche comunali.

 

 

 

    1. Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto

 

Il Progetto si propone di raggiungere l’obiettivo individuato e le percentuali, i livelli di “crescita” riportati nei due grafici del box 7 .

Tuttavia, visto che tra le finalità del Servizio Civile, al punto e) dell’art.1 Legge 64/01, vi è quella di : “contribuire alla formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani”, nel corso dell’anno, a prescindere dalle attività collegate con gli obiettivi progettuali, si lavorerà per consolidare nei ragazzi la fiducia in se stessi e soprattutto per metterli nelle condizioni di capire meglio le proprie propensioni umane e professionali. I volontari quindi saranno messi continuamente alla prova, giorno per giorno, attraverso il contatto con la gente e le istituzioni; questi contatti aiuteranno i giovani a capire meglio i meccanismi che sono alla base della società civile, le priorità burocratiche e le scale gerarchiche previste dalla struttura sociale contemporanea.

Particolare attenzione sarà rivolta all’aspetto riguardante le dinamiche di gruppo, perché essi dovranno condividere con i compagni un percorso lungo un anno, che li vedrà impegnati a svolgere compiti delicati negli ambiti in cui l’associazione pro loco opera.

Al riguardo un ruolo determinate avrà il loro maestro: l’O.L.P. .

L’O.L.P. non si limiterà, infatti, ad accompagnarlo nelle svolgimento delle varie fasi progettuali, ma presterà attenzione particolare anche alla sua crescita personale ed al percorso formativo specifico avendo l’obiettivo generale di avere una risorsa in più non solo per l’oggi, per il nostro Ente o per i nostri progetti, ma anche e soprattutto per la costruzione di un nuovo mondo, una nuova società; un mondo e una società possibilmente migliore.

Non è un caso che egli sia il “maestro” con ci il volontario è continuamente “impegnato” confrontarsi per acquisire esperienze e competenze che lo arricchiranno e lo metteranno in condizione di essere più sereno nell’affrontare la quotidianità della vita sociale ma anche la “straordinarietà” della stessa che formerà un cittadino più consapevole del proprio ruolo e delle proprie responsabilità.

Aspetti generali:

I Volontari

  • Sono i protagonisti del raggiungimento degli obiettivi progettuali

  • Effettuano le attività di cui al box 8.1

  • Presentano all’O.L.P., al termine dell’incarico, una Relazione finale sul Progetto realizzato ed un questionario.

 

Piano di lavoro

L’orario di servizio dei Volontari varierà a seconda dei casi e dipenderà dalle esigenze collegate alla realizzazione del Progetto e le attività connesse.

L’impegno settimanale è articolato in 30 ore.

 

In linea di massima la valutazione dei risultati raggiunti avviene con cadenza almeno mensile ad opera dell’O.L.P., il quale si accerta del raggiungimento degli obiettivi precedentemente stabiliti in coerenza con quanto previsto dal progetto; con cadenza trimestrale, ad opera della sede capofila, per una verifica più approfondita del progetto nel suo insieme.

Questo raffronto permette di individuare eventuali scostamenti, ricercarne le cause, individuarne le responsabilità e predisporne gli interventi correttivi.

 

MONITORAGGIO

 

Alla fine di ogni quadrimestre, ogni volontario, con l’assistenza dell’OLP e del tutor di riferimento (se necessario) realizzerà una verifica delle attività svolte ricorrendo all’utilizzo di una apposita scheda, detta “Scheda di Monitoraggio”, appositamente predisposta dall’Ufficio Nazionale del Servizio Civile Unpli.

Detta scheda sarà trasmessa all’Ufficio Nazionale di Servizio Civile come previsto dal Piano Nazionale di Monitoraggio.

Detta scheda sarà verificata dai monitori che provvederanno ad effettuare verifiche degli obiettivi previsti e raggiunti e che redigeranno idonea sintesi per progetto.

 

Verifica Finale

La più puntuale attenzione prestata al percorso formativo e al monitoraggio (specie quello generale) risponde peraltro, non solo alle precise indicazioni dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile che ha inteso fissare i termini per una gestione dell’esperienza di S.C. più adeguata alle esigenze di tutti gli attori coinvolti, ma anche alle esigenze del nostro Ente che vuole far si che l’esperienza e il senso di appartenenza maturato nell’anno favorisca la permanenza dei volontari nelle sedi non solo per continuare le attività intraprese, ma anche e soprattutto perché essi diventino attori e protagonisti del nostro mondo associativo, oltre che della società più in generale.A tale riguardo e al termine del progetto i Volontari produrranno un “documento” cartaceo e/o multimediale che rappresenta la Relazione consuntiva del Progetto stesso e nella quale vengono descritte le attività svolte, illustrandone le varie fasi ed allegando tutto il materiale prodotto per il raggiungimento degli obiettivi prefissati e, appunto, la volontà di continuare a operare nell’ente con gli stessi obiettivi del progetto (che poi sono gli obiettivi del nostro Ente e delle nostre Sedi).

Si richiederà, altresì, all’Operatore Locale di Progetto ed ai Volontari un giudizio attraverso un Questionario semistrutturato sull’esperienza fatta e sui suggerimenti da proporre per il miglioramento continuo del Progetto.

 

 

 

N

9

umero dei volontari da impiegare nel progetto:

 

 

 

 

0

 

 

 

Numero posti con vitto e alloggio:

 

 

 

 

9

 

 

Numero posti senza vitto e alloggio:

 

 

 

 

0

 

 

 

Numero posti con solo vitto:

 

 

 

 

1.400

 

 

Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:

 

 

 

 

6

 

 

 

Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) :

 

 

 

 

Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:

 

 

 

Flessibilità oraria, lavoro festivo, disponibilità a viaggiare e a dimorare fuori sede

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato:

 

 

 

N.

Sede di attuazione del progetto

Comune

Indirizzo

Cod. ident. sede

N. vol. per sede

Nominativi degli Operatori Locali di Progetto

Nominativi dei Responsabili Locali di Ente Accreditato

Cognome e nome

Data di nascita

C.F.

Cognome e nome

Data di nascita

C.F.

1

UNPLI BR

Latiano

v. Umberto I 36

7783

 

1

Nacci Antonio Delfino

08/10/1958

NCCNND58R08E471B

 

 

 

2

PRO LOCO

Brindisi

v. R. Margherita 44

28327

 

1

Ribrezzo Francesco

23/01/1985

RBRFNC85A23B180K

 

 

 

3

PRO LOCO

Carovigno

v. V. Emanuele 25

7910

 

1

Lofino Giuseppe

21/04/1942

LFNGPP42D21B809K

 

 

 

 

4

PRO LOCO

Cellino S. M.

v. Berlinguer 6

206

 

1

Arsieni Augusto

24/06/1954

RSNGST54H24C448G

 

 

 

 

5

PRO LOCO

Cisternino

v. S. Quirico 20

13985

 

1

Carabotti Donato

07/06/1947

CRBDNT47H07C741H

 

 

 

 

6

PRO LOCO

Latiano

v. Umberto I 36

7911

 

1

Barella Isabella

09/04/1950

BRLSLL50D49E471P

 

 

 

 

7

PRO LOCO

Mesagne

p. Orsini del Balzo 3

593

 

1

Pastorelli Teresa

03/10/1956

PSTTRS56R43F152D

 

 

 

 

8

PRO LOCO

S. Pancrazio S.

p. Umberto I 26

7912

 

1

Muscogiuri Antonella

15/01/1976

MSCNNL76A55F152M

 

 

 

 

9

PRO LOCO

Torre S. S.

v. Leanza 61

207

 

1

Vapore Salvatore

20-03-1950

VPRSVT50C20L280W

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale:

 

Le Pro Loco inserite nel Progetto, ognuna nell’ambito del territorio di appartenenza, intendono avviare un percorso di promozione e diffusione delle proprie attività ed in particolare di quelle per le quali, attraverso il Progetto , viene offerta l’opportunità ai giovani di un anno di Volontariato.

Si vuole, da un lato, trasmettere ai giovani il significato ed i contenuti del Servizio Civile Nazionale: “dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico inteso come impegno per il bene di tutti e di ciascuno e quindi come valore della ricerca di pace e, dall’altro, collegare il progetto stesso alla comunità locale in cui i volontari prestano servizio, in modo da sensibilizzarla attraverso un naturale processo di promozione del Servizio Nazionale Civile.

La nostra visione è quella di una persona che da il meglio e il peggio di sé a seconda delle circostanze e delle sollecitazioni culturali del contesto in cui opera, degli incontri con gli altri, delle occasioni che gli si danno per sperimentare e conoscere meglio se stesso.

Presso di noi i giovani possono ri-trovare riferimenti e orizzonti più vasti, sperimentare i sentimenti e imparare a farne buon uso in modo da avviarsi ad una responsabilità consapevole verso la propria comunità e ad un amore sensibile per il proprio territorio, la propria storia, la propria tradizione.

Per promuovere il servizio civile e per sensibilizzare i giovani alle attività di volontariato, l’Unione Nazionale delle Pro loco d’Italia seleziona i valori e le informazioni che l’organizzazione non profit intende veicolare. In coerenza con i contenuti elaborati e con il target da raggiungere, individua inoltre le azioni e gli strumenti di comunicazione, necessari alla campagna d’informazione delle iniziative progettuali. Questa ultima, articolata in ventiquattro ore d’attività, è costituita sia dalla comunicazione mediata, che da quella diretta. La promozione e la sensibilizzazione del servizio civile prevede, infatti, il ricorso ai mezzi di comunicazione, sia tradizionali sia on line, a diffusione locale, provinciale e regionale (Giornali e periodici anche di produzione interna dell’UNPLI quali Organi delle Pro Loco e dei Comitati). Ma privilegia soprattutto la comunicazione interpersonale, dedicando ben dodici ore al coinvolgimento di studenti specialmente delle scuole di secondo grado.

A tale proposito è stato attivato un percorso “informativo” che prevede due attività:

1) Premio Nazionale “PAESE MIO” è un progetto divulgativo che, intende mettere a fuoco, di volta in volta, i fini cari alla passione territoriale delle Pro Loco , affinché siano maggiormente sviluppate e approfondite le tematiche legate al proprio “paese”. Si auspica, inoltre, che la libertà di approccio possa favorire l’inserimento del Premio Letterario nell’ambito della normale attività didattica delle scuole; in questa chiave il Premio stesso, quindi, va percepito come un’ulteriore opportunità offerta alle scuole nella conoscenza di alcuni aspetti etici e formativi che il Servizio Civile Nazionale, attraverso gli Enti come l’UNPLI, accreditati in prima classe all’Ufficio Nazionale per il Sevizio Civile presso la Presidenza del Consiglio, intende proporre alle nuove generazioni come esempio di “cittadinanza attiva” e difesa non armata della Patria.” (Stralcio dell’allegato bando). Tale iniziativa ha già ottenuto il Patrocinio dell’UNSC (prot. UNSC/32036/I’ del 28/09/2009, quello del MIUR (prot AOOUUFGAB n. 8495/GM del 7 Ott. 2009) nonché il prestigioso riconoscimento della Presidenza della Repubblica con assegnazione della medaglia del Presidente della Repubblica ( prot. SCA/GN 1201-3 del 28/10/2009) che si allegano;

2) Percorso informativo-formativo sul Servizio Civile rivolto alle scuole secondarie di secondo grado che ha avuto il riconoscimento del MIUR attraverso l’Ufficio scolastico regionale della Campania con nota n. MIURAOODRCA.UFF.8/4129/U del 9 Marzo 2009 (che si allega)

Inoltre, attraverso la redazione di comunicati stampa, l’organizzazione di conferenze stampa e la realizzazione di newsletter istituzionali, l’Unpli veicola le informazioni ai mass media, mentre attraverso incontri e dibattiti avvicina i giovani al servizio civile. Per di più, questi ultimi possono reperire il materiale informativo non solo presso le sedi attuative del servizio civile, ma anche presso biblioteche, centri culturali, punti Informagiovani e uffici per le relazioni con il pubblico, istituiti dalle pubbliche amministrazioni. Lo scopo è quello di trasmettere ai ragazzi tutte le notizie utili per intraprendere il percorso formativo e di far comprendere loro l’importanza del dovere di solidarietà, quello del valore della democrazia e, non ultimo, quello del principio di cittadinanza attiva.

L’Unpli e le sedi del servizio civile puntano inoltre a rafforzare l’appartenenza territoriale, pianificando, in occasione dei principali eventi, convegni e tavole rotonde in cui coinvolgere i partner, gli enti e le associazioni presenti sul territorio. Attività progettuale che vedrà l’impegno dell’organizzazione per altre otto ore.

Le restanti quattro ore sono state programmate: due per la conferenza stampa di apertura della campagna informativa e due per quella di chiusura, e quindi di report finale.

 

Per garantire l’efficienza e l’efficacia della campagna di informazione e di sensibilizzazione, l’Unpli e le pro loco in progetto pianificano infine le attività promozionali da porre in essere. Così, nella seguente tabella sono riportati, nel dettaglio, i mezzi e gli strumenti di comunicazione, e le figure professionali di cui l’organizzazione si avvale a titolo di volontariato in gran parte, con supporto di professionisti ed esperti in misura ridotta.

 

 

 

 

 

 

Criteri e modalità di selezione dei volontari:

 

 

Si rinvia al sistema di selezione dell’UNPLI Nazionale NZ01922 verificato dall’U.N.S.C. in sede di accreditamento

 

 

 

 

 

Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):

 

SI

 

Si rinvia al sistema di selezione dell’UNPLI Nazionale NZ01922 verificato dall’U.N.S.C. in sede di accreditamento

 

 

 

 

 

Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del progetto:

 

 

Si rinvia al sistema di monitoraggio dell’UNPLI Nazionale NZ01922 verificato dall’U.N.S.C. in sede di accreditamento .

 

 

 

 

 

Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):

 

SI

 

Si rinvia al sistema di monitoraggio dell’UNPLI Nazionale NZ01922 verificato dall’U.N.S.C. in sede di accreditamento .

 

 

 

 

 

Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:

 

  • Diploma di maturità

 

 

 

 

 

Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:

 

 

L’UNPLI, già riconosciuta associazione di Promozione Sociale ai sensi della L.383/2000, provvederà al rilascio di certificazione relativa all’attività svolta. Sono avviati, inoltre, contatti con Ministero dei Beni e Delle Attività Culturali, con Regioni, Università, Associazioni di categoria e, Società di lavoro interinale allo scopo di portare a riconoscimenti della suddetta certificazione sia in relazione ai curricula vitae che a crediti formativi. Il volontario oltre alla crescita umana individuale certa, acquisirà conoscenze su particolari aspetti della nostra società, soprattutto legati al vasto mondo del “non profit” e del Terzo Settore che, soprattutto oggi, sta assumendo un ruolo strategico notevole sia per la vastità che per la qualità dei servizi che offre. In particolare svilupperà capacità operative su:

  1. progettazione e realizzazione di interventi di animazione culturale;

  2. capacità relazionali e di gestione di Uffici aperti al pubblico;

  3. capacità di ideazione, realizzazione e gestione di eventi, iniziative;

  4. capacità di raccolta documentale e relativa elaborazione per una ottimale gestione delle risorse culturali ed ambientali del territorio;

  5. conoscenze teoriche e pratiche utili a una comunicazione di successo delle tematiche culturali;

  6. sensibilità mediatica e le conoscenze necessarie per l'elaborazione di rassegne stampa tematiche;

  7. conoscenze teoriche e pratiche sui sistemi informatici e sulle modalità operative Windows e office.

  8. utilizzo delle strumentazioni d’ufficio anche per classificazione e archiviazione documenti.

 

Nel contempo, attraverso un percorso guidato (tutoraggio, formazione etc), trarrà le motivazioni per un più determinato ed efficace inserimento produttivo nel mondo del lavoro. A fine progetto, il volontario, avrà acquisito strumenti necessari per comprendere meglio la vita e orientarsi con più praticità in una società moderna e complessa come quella odierna; avrà appreso a:

 

  1. migliorare i rapporti relazionali con se stessi e con gli altri,

  2. prendere coscienza che realizzare le proprie aspirazioni è sempre possibile se si diventa padroni dei propri comportamenti e delle proprie reazioni emotive, dei propri contesti sociali, del proprio passato e presente o dei propri progetti per il futuro.

 

Fondamentale per ogni volontario diventerà il proprio SAPER ESSERE perché esso è l’elemento che valorizza gli altri saperi (conoscenze e abilità) e consente di sfruttare al meglio le poche o le tante opportunità che offrirà il futuro a questi giovani.

 

Dette competenze saranno certificate e riconosciute dall’UNPLI NAZIONALE e dalle sue diverse ramificazioni nonché dagli enti:

  • E.P.T. Benevento (Ente Provinciale Turismo) Ente pubblico strumentale di rilievo regionale come determinato nell’allegata nota completa dei progetti di riferimento UNPLI comprensivi del presente,

  • - INA-ASSITALIA, azienda leader delle Assicurazioni Nazionali come determinato nell’allegata nota completa dei progetti di riferimento UNPLI comprensivi del presente,

 

 

 

 

CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI

 

Eventuali crediti formativi riconosciuti:

 

  1. Università di Bari;

  2. Università di Lecce;

  3. Università di Foggia;

  4. ITIS “Majorana” Brindis

 

 

Eventuali tirocini riconosciuti :

 

  1. - Università di Bari;

  2. Università di Lecce;

  3. Università di Foggia;

  4. Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Lecce – Corso di Lingue e Letterature Euromediterranee;

  5. Facoltà di Lingue e Letterature Straniere - Corso di Laurea in Scienza e Tecnica della mediazione linguistica di Lecce;

  6. ITIS Majorana di Brindisi.

 

 

 

 

 

 

Formazione generale dei volontari

 

Sede di realizzazione:

 

 

  • SEDI REGIONALI ;

  • STRUTTURE PARTNER REGIONALI , INA ASSITALIA,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Modalità di attuazione formazione :

 

 

La formazione viene effettuata in proprio avvalendosi dei formatori dell’Ente a titolo volontario e delle risorse tecniche di cui al punto 25. Questi saranno affiancati, in maniera sensibilmente inferiore, da Docenti Esterni ed Esperti, anche su base professionale, attraverso la realizzazione di Seminari di Studio e approfondimento .

L’intervento formativo si sviluppa in più fasi, attraverso un continuo scambio tra esperienza e momenti didattici, nel corso di tutto il periodo in cui i volontari svolgono il Servizio Civile.

Nella fase iniziale i Volontari ricevono per lo più informazioni e conoscenze necessarie per interpretare correttamente il ruolo richiesto, conoscere gli aspetti etici e giuridici del SC ed inserirsi rapidamente ed efficacemente nel nuovo ambiente lavorativo, adeguandosi alle regole formali ed informali, con particolare riguardo alla cultura organizzativa delle Pro Loco e dell’U.N.P.L.I. .

 

Nelle fasi intermedie, il processo formativo si sofferma su aspetti relativi alla verifica della esperienza in corso, in cui i partecipanti svolgono un ruolo più attivo rispetto alla prima fase, sia in termini di una presa di coscienza e di rielaborazione delle informazioni acquisite, sia in termini propositivi circa eventuali correttivi da apportare alle modalità di realizzazione dell’attività.

A prescindere dai momenti formativi “ufficiali” , nel corso dell’anno i volontari saranno seguiti costantemente nella formazione per gli ambiti dei beni culturali, dell’uso degli strumenti informatici e del WEB, nella conoscenza della gestione amministrativa, nella realizzazione di reti di rapporti relazionali etc.

 

Nella fase conclusiva è previsto un momento finale di verifica sul lavoro svolto, finalizzato a rilevare gli apprendimenti, il gradimento da parte dei Volontari ed il livello di rispondenza alle aspettative iniziali.

 

 

Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio:

 

SI

 

UNPLI NAZIONALE NZ01922

 

 

Tecniche e metodologie di realizzazione previste:

 

La formazione generale dei volontari prevede il rispetto delle Linee Guida indicate dalla cir. 4 Aprile 2006 richiamate dalla Circolare 24 Maggio 2007 prot. UNSC / 21346/II.5

 

Avrà una durata di 42 ore, distribuite in :

  • ORDINARIE n. 30 ore

  • AGGIUNTIVE n. 12 ore

 

Tale formazione sarà erogata con l’utilizzo di diverse metodologie così previste:

 

Lezioni frontali

I/le formatori/formatrici si avvarranno di esperti della materia trattata; i nominativi degli esperti saranno indicati nei registri della formazione a cui verranno allegati i curricula vitae che saranno resi disponibili per ogni richiesta dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile;